“Cantando sotto la pioggia”

Il titolo originale del film è “Singin’ in the Rain “. Siamo nell’anno 1952 ed il paese di produzione gli Stati Uniti d”America. Apprezzato sempre più con il passare del tempo dalla critica.
Il musical-commedia è un’omaggio ironico e graffiante,all’epoca d’oro di Holliwood, ma anche al genere stesso cui il film appartiene, come del resto spesso avviene nel musical cinematografico a cavallo fra gli anni Quaranta e i Cinquanta, non di rado dedito a rievocazioni storiche dei fasti di questo o quel tipo di spettacolo popolare, talvolta addirittura ottocentesco, osservati con un occhio tanto nostalgico quanto affettuosamente canzonatorio. Il film rapppresenta un punto di rottura ed è una pietra miliare che nessun appassionato di cinema può fare ammeno di vedere almeno una volta durante la propria vita.
Un capolavoro firmato da due grandi registi ,Stanley Donen e Gene Kelly,che ripercorre la grande rivoluzione causata dal progresso della tecnologia del suono. Il film infatti è ambientato alla fine degli anni venti,nel periodo di passaggio dal cinema muto al sonoro.
L’attore (Gene Kelly-Don Lockwood),acclamata star del muto, con un passato di ballerino, musicista e stuntman, non sopporta la propria partner sullo schermo, la bionda e svampita Lina Lamont (Jean Hagen-Lina Lamont). Il successo dei primi film sonori costringe R.F. Simpson, il produttore della Monumental Pictures, a trasformare The Dueling Cavalier, l’ultima pellicola della coppia, in un film parlato, ma l’idea si rivela impraticabile a causa della voce gracchiante e fastidiosa di Lina. Dopo uno screen test fallimentare (Cosmo Brown-Donald O’Connor), il migliore amico di Don, suggerisce di trasformare il film in un musical che viene, per l’appunto, rinominato The Dancing Cavalier, nel quale la sgraziata voce di Lina verrebbe doppiata dalla giovane attrice e cantante Kathy Selden. Una curiosità del film: Kathy Selden (l’inimitabile Debbie Reynolds) offre la sua voce a Lina Lamont. Nella realtà è la Reynolds ad essere doppiata in molte parentesi canore (tra cui l’intero brano “Would You”) da Betty Noyes e in alcuni dialoghi dalla stessa Hagen(Lina).
La gioia di Don, euforico e perdutamente innamorato della dolce e simpatica Kathy,esplode in una danza sotto la pioggia.
Incredibilmente mentre si girava questa celebre scena (in cui balla e canta la canzone che dà il titolo al film) l’attore-ballerino aveva oltre trentanove gradi di febbre. Lina si infuria quando scopre la verità e cerca di sabotare la storia d’amore, nonché di costringere Kathy a continuare a doppiare anche i suoi film futuri e stroncando le sue opportunità di fare carriera.
Alla prima il film è un enorme successo e quando a Lina viene chiesto di cantare, Don, Cosmo e R.F. la convincono a esibirsi in playback con Kathy dietro le quinte, per poi poterla smascherare alzando il sipario durante la sua esibizione e mostrando a tutti l’inganno. Lina ne esce ridicolizzata e tutti si rendono conto che è Kathy la vera star del film. Lei e Don, ormai legati per sempre, si ritroveranno insieme in un’altra pellicola intitolata Singin’ in the Rain.
Una profonda vena umoristica che pervade l’intera pellicola riesce a amplificarne la vitalità e l’irresistibile bellezza contribuendo enormemente a fargli meritare il titolo di capolavoro.
Il film,sotto l’aspetto narrativo,si può interpretare come una gioiosa “satira” di Hollywood,dei suoi stereotipi e dei suoi presunti miti. Ma questa storia mostra anche altre possibilità di lettura. Per esempio, quella relativa a una problematica molto più contemporanea: all’inizio degli anni Cinquanta il cinema americano stava subendo la più forte crisi della sua storia sotto i colpi infertigli dalla neonata televisione, che gli aveva strappato tutta una generazione di spettatori, e la storia d’altri tempi della pellicola potrebbe essere una metafora, segnale, sintomo dello spaesamento e dello sconvolgimento dovuti al trionfo del nuovo mezzo. Comunque sia il sarcasmo, la grazia, l’arguzia di Singin’ in the Rain non vengono minimamente condizionate da una qualunque lettura: esse si snodano davanti agli occhi ammirati dello spettatore con una freschezza raramente raggiunta da un genere che pure all’epoca sembrava aver raggiunto sua piena maturità.
L’incredibile mostruosa bravura di Gene Kelly,attore ,ballerino e cantante oltre che regista (entrato tra i miti di Hollyood soprattutto grazie a questo film), si fonde alla belleza di canzoni leggendarie come “Sing’in the rain”. Celebre opera scritta nel 1929 da Arthur Freed (per la parte testuale) e da Nacio Herb Brown (per quella melodica). La canzone è citata anche nel film Arancia meccanica 1971) di Stanley Kubrick,quando viene ironicamente canticchiata da Alex De Large durante la scena dello stupro a casa dello scrittore.
Il testo esprime il sentimento di gioia che scaturisce nell’animo di una persona mentre sta cantando e ballando sotto la pioggia, perché dice che ora, mentre sorride alle nuvole, “c’è il sole nel proprio cuore” ed è nuovamente pronta ad amare
<> Una pioggia gioiosa ,leggera e vitale che non si limita a scorrere sui protagonisti o a travolgerli ma riesce addirittura a invadere e colmare i vuoti. Commedia e molto altro ancora,in poco meno di due ore ci trasporta in un mondo dove qualunque sogno diventa realizzabile, il merito viene premiato e la giustizia trionfa sempre sulla prepotenza. In altre parole 103 minuti per credere in tutto ciò che desideriamo. Tutto ciò senza diventare mai stucchevole o noioso.
Del resto che cos’altro si deve chiedere ad un’ottimo film?
Una pioggia scrosciante che protegge i nostri sogni e che a differenza della realtà non viene infranta nè dalle differenze nè dai duri marciapiedi del mondo fuori dal musical.

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