La rivoluzione scientifica

Mai secolo fu più affascinante del diciassettesimo, non credete? “Un secolo di crisi”, l’hanno definito. E forse è vero. Ma che genere di crisi? Io non parlo delle solite banalità o della peste (sebbene sia incredibile pensare che nel 1600 potesse ancora decimare popolazioni), ma di una crisi interiore. E fu quest’ultima che spinse gli intellettuali, nel tentativo di liberarsi dall’opprimente realtà che li attanagliava, tra la minaccia dell’Inquisizione e la leziosità del Barocco, ad uno sperimentalismo, una sfrenata voglia di conoscere attraverso l’esperienza ed i propri sensi il reale, che ha gettato le basi della scienza moderna. Ed, in particolare, ho sempre avuto un occhio di riguardo (e anche un po’ di fiero patriottismo) verso la figura di Galileo Galilei, senza nulla togliere a Sir Isaac Newton, ovviamente. Immaginate: un uomo, dopo lunghi studi e progetti su progetti, sommerso da rotoli di carta, si china per poggiare il suo occhio sulla lente di uno strumento da lui perfezionato, il telescopio, grazie al quale ora può osservare e studiare l’immensità del firmamento. Viene scosso da un brivido che scende lungo la schiena, alla vista delle macchie sulla Luna, ed era soltanto all’inizio: le lune di Giove, gli anelli di Saturno, il cosmo nella sua interezza gli si presenta più misterioso, selvaggio ed inesplorato che mai.. ed attraente. Ma non bastava scoprire nuove cose, se non aveva modo di dimostrare e sostenere le sue argomentazioni, considerando soprattutto l’epoca in cui viveva, dove non erano in molti a volersi opporre al dictat della Chiesa Romana, figuriamoci in Italia. E fu così che rivoluzionò il mondo della ricerca. Ora infatti la scienza aveva un metodo, definito sperimentale. Tanto semplice quanto funzionale e geniale! Ma non aveva ancora finito di sconvolgere gli animi della gente: diede finalmente una conferma alla teoria eliocentrica.. Incredibile. In breve tempo, Galileo riuscì a rompere i canoni medievali che limitavano la ricerca, quasi dicendo:”Ma quali angioletti e Primo Mobile? Guardate! Aprite gli occhi! Non siamo che un’infinitesima parte di un immenso universo del quale la Terra non è sicuramente il centro. Non abbiate paura dello sconosciuto, non rifugiatevi negli schemi fissi ed imposti, ma mettete in discussione ciò che è verificabile con i sensi.”
In poco tempo, le teorie galileiane acquistarono fama presso tutti i poli culturali europei, e la Chiesa a sua volta si mobilitò per fermare quello che venne preso come un vero e proprio attentato all’incontrastabile figura della santa istituzione. A Galileo fu posta la scelta: morire per ciò a cui ha lavorato tanti e tanti anni, oppure abiurare, rinnegare le sue teorie più compromettenti.
Sappiamo bene come è andata, ma è davvero da prendere come un gesto di codardia? Oppure.. Secondo me c’è dell’altro. Ma in ogni caso, la sua missione era ormai compiuta. Aveva scatenato una reazione a catena, che di lì a breve avrebbe gettato il mondo in una nuova era per la scienza. Rivoluzione scientifica.. io l’ho associata a Galilei, che con il suo metodo fondato su sensata esperienza e necessarie dimostrazioni, ha fornito agli uomini gli strumenti per elaborare teorie, tramite un socratico lavoro di distruzione delle false certezze e la produzione di esatte affermazioni.

“E finalmente io ti domando, oh uomo sciocco: Comprendi tu con l’immaginazione quella grandezza dell’universo, la quale tu giudichi poi essere troppo vasta? Se la comprendi, vorrai tu stimar che la tua apprensione si estenda più che la potenza divina, vorrai tu dir d’immaginarti cose maggiori di quelle che Dio possa operare? Ma se non la comprendi, perché vuoi apportar giudizio delle cose da te non capite?”

dal Dialogo sopra i due massimi sistemi di Galileo Galilei

“Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all’intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuovi triboli per l’uomo. E quando, coll’andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall’umanità.”

dalla Vita di Galileo di Bertolt Brecht

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