Un’ora per la pazzia e un’ora per la gioia, di Walt Whitman

Pubblico qui una poesia del poeta americano Walt Whitmanche ci è stata generosamente suggerita da una ragazza del Liceo Classico Giovanni XXIII, Margherita Montedoro. Il titolo è “Un’ora per la pazzia ed un’ora per la gioia”

ONE hour to madness and joy! O furious! O confine me not!
(What is this that frees me so in storms?
What do my shouts amid lightnings and raging winds mean?)
O to drink the mystic deliria deeper than any other man!
O savage and tender achings! (I bequeath them to you my children,
I tell them to you, for reasons, O bridegroom and bride.)

O to be yielded to you whoever you are, and you to be yielded to me
in defiance of the world!
O to return to Paradise! O bashful and feminine!
O to draw you to me, to plant on you for the first time the lips of
a determin’d man.

O the puzzle, the thrice-tied knot, the deep and dark pool, all
untied and illumin’d!
O to speed where there is space enough and air enough at last!
To be absolv’d from previous ties and conventions, I from mine and
you from yours!
To find a new unthought-of nonchalance with the best of Nature!

To have the gag remov’d from one’s mouth!
To have the feeling to-day or any day I am sufficient as I am.

O something unprov’d! something in a trance!
To escape utterly from others’ anchors and holds!
To drive free! to love free! to dash reckless and dangerous!
To court destruction with taunts, with invitations!
To ascend, to leap to the heavens of the love indicated to me!
To rise thither with my inebriate soul!
To be lost if it must be so!
To feed the remainder of life with one hour of fulness and freedom!
With one brief hour of madness and joy.

Un’ora per la pazzia e la gioia!
Oh, furioso! Non rinchiudetemi!
(Che cos’è che mi libera così nella tempesta?
Che significano le mie urla tra i lampi e i venti rabbiosi?
Bere i mistici deliri più in profondità che ogni altro uomo.
Oh, sofferenze tenere e selvagge.…
Oh, abbandonarmi a te, chiunque tu sia, e tu a me, sfidando il mondo.
Ritornare in Paradiso! Oh, timido e femmineo.
Attirarti a me, porre su di te per la prima volta le mie labbra.
Oh, l’enigma, il nodo triplice, il gorgo scuro e profondo, tutto senza lacci, illuminato.
Andare di corsa dove finalmente c’è spazio abbastanza e aria a sufficienza!
Svincolarsi da legami e convenzioni, io dai miei, tu dai tuoi!
Trovare un nuovo e sinora impensato accordo col meglio della Natura!
Avere la bocca libera dal bavaglio!
Sentire oggi e ogni giorno che noi bastiamo come siamo.
Oh, qualcosa di mai provato, qualcosa di simile all’estasi.
Sfuggire del tutto ad ogni ancora e a ogni presa.
Andare liberi, amare liberi, precipitarsi incauti e pericolosi.
Corteggiare la distruzione col sarcasmo e con l’invito.
Ascendere, saltare verso i cieli dell’amore che mi indichi, salire sin lassù con la mia Anima inebriata.
Perdermi, se così deve essere.
Nutrire il resto della mia vita con un’ora di pienezza e di libertà.
Con un’ora breve di pazzia e di gioia.

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