Telemachia IV – 29 Marzo MMXIV

Edictio Regis IV

Anno I

«If I were a dead leaf thou mightest bear;
If I were a swift cloud to fly with thee;
A wave to pant beneath thy power – 
[…]
Oh! lift me as a wave, a leaf, a cloud!
I fall upon the thorns of life! I bleed!

Foss’io una foglia morta che tu potessi sollevare;
Foss’io rapida nuvola a volar con te;
Un’alito di vento al tuo volere –
[…]
Oh! Librami come un’onda, o foglia o nube!
Io cado sopra i rovi della vita, e sanguino!»

[Percy Bysshe Shelley, “Ode al vento dell’Ovest“]

Quarta edizione, dunque. La nostra caracollante barchetta si dilunga nell’attraversare questo mare di “naufragar dolce” e tormentosi spettri, e noi di Telemachia, tutti insieme, perdendo un pezzo di timone e trovandone un altro fra le onde, giostriamo contro i flutti.
Cos’è che ci spinge a una sì ardua impresa? Il desiderio di rubare le ali agli albatri aggraziati che ci accompagnano nel volo. Le ali simboleggiano la libertà soltanto per chi non le possiede; e noi abbiamo lo spirito pronto a librarsi fra i cieli più puri ma corpi pesanti di realtà e necessità che lo domano.
Perciò è alla Libertà che votiamo quest’edizione, un’edizione che intoneremo come un canto, una preghiera laica di un prigioniero incatenato alla leggera luna che intravede fra le sbarre; Libertà, dea di vele e venti, eterea, sfuggevole, bramata da tutti. Mai raggiunta.
Nel cammino della cultura occidentale infatti, c’è chi l’ha sempre inseguita, fino a cercarla in “quella terra inesplorata dalla quale nessun viaggiatore torna mai”; c’è chi l’ha rinnegata e lasciata vagare lontano – proprio perché l’amava troppo per tradirla –; c’è chi l’ha deprecata e l’ha accusata di essere una colpa, un peso.
Forse uno dei modi più diretti e determinanti di saggiare la natura di un uomo è di osservare come regge la sua libertà. A colui che vive in catene, infatti, essa sembrerà l’affascinante ninfa vagheggiata poco sopra; e allora ruggisce nel suo cuore lo spettro di Shelley e quello di Alfieri, ed egli prova l’ansia totale di realizzazione di sé, e desidera integrale e illimitata affermazione del proprio io.
Ma per il saggio che non ha catene nell’animo e possiede uno spirito indipendente, appaiono chiari i demoni e le passioni che si agitano torbidi sotto l’acqua pura della razionalità; tali uomini non credono alla loro libertà, e si sentono sciocchi come sassi che scagliati in aria pensano di aver deciso essi stessi la loro traiettoria.
E poi vi è la stirpe di Kierkegaard, che soffre del peso schiacciante della libertà, e soggiace sopraffatta dalla vastità incommensurabile di possibilità – e  soprattutto dalla possibilità del nulla.
Vuol dire responsabilità infatti l’esser libero, e richiede forza. Non esiste indipendenza e autonomia di coscienza senza coraggio e forza; lo sa chi tende alla libertà, e vede opporsi a lui uno spirito estraneo, animato dalla medesima tensione: i più audaci non l’abbandonano e si scontrano – fino ad unirsi alla schiera di Catone l’Uticense e Antigone – ma i molti tremano, e preferiscono retrocedere.
È una scelta comprensibile, e assolutamente non deprecabile, insita a fondo già nell’istinto a sopravvivere e conservarsi: Dostoevskij diceva “da’ la libertà all’uomo debole, ed egli stesso si legherà a te e te la riporterà.” Quale che sia il modo di guardare al senso di libertà, ogni uomo in ogni epoca ha dovuto fronteggiarsi con questa annosa e determinante decisione.
E voi come gestirete la vostra responsabilità verso la libertà? Vi fiderete di quest’ultima come un navigante si fida della Stella Polare, inseguendola nella notte? O la seppellirete nel giardino dei vostri rimpianti, come un sogno obliato?

Be’… liberi di scegliere.

La Redazione

«Che sia più nobile soffrire nell’animo
I dardi e le frecce dell’oltraggiosa fortuna
O prender l’arme contro un mar di tormenti,
e opponendosi finirli?»

[W. Shakespeare, “Hamlet”, III.1]


Dalì ossificazione mattutina del cipresso 1934

Salvador Dalì, Ossificazione mattutina del cipresso, 1934

LIBERAMENTE CONGREGATI IN QUESTO NUMERO:

Articolo del giorno – Dittico Libertà-Politica di Roberta Panico
Arte – Libertà: il trionfo del cambiamento di Noemi Cudia
Cinemata – The Truman Show: l’uomo vero, l’uomo libero di Ian
Ethos – Un ideale per cui vivere e morire: la libertà di Claudia Genovese
G
eographica – Quel fatidico 1789 che cambiò Parigi e il mondo di Marco Marino
Poesia – Un’ora per la pazzia e un’ora per la gioia, di Walt Whitman, da Margherita Montedoro

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