Droga: soltanto un “viaggio” o qualcosa di più?

«Comprare droga è come comprare un biglietto per un mondo fantastico, ma il prezzo di questo biglietto è la vita» Jim Morrison

 

L’uomo ha sempre cercato di superare se stesso, di viaggiare oltre i limiti della mente; alcuni di essi utilizzano la fantastia, altri fanno uso di alcune sostanze dotate di particolari azioni farmacologiche: le droghe. Ma perché l’uomo ha bisogno di stimolare in questo modo il cervello? Esiste senz’altro una dipendenza farmacologica indotta da particolari sostanze, che costituiscono la componente psicoattiva degli stupefacenti, che fa sì che colui che faccia uso di queste sostanze trovi in esse un aiuto per reagire alle tensioni e agli stress della vita quotidiana. Ma vi sono altri fattori sociali e psicologici, individuali e di massa, che inducono all’assunzione della droga. Tra le droghe “leggere” e più in uso vi è la marijuana. Per molti fumatori il fascino degli spinelli, così come quello per la normale sigaretta consiste nei diversi aspetti descritti in maniera orgiastica: vi è l’aspetto rituale dell’accensione, l’aspetto manuale, per cui con la sigaretta tra le dita si superano momenti di vuoto, l’aspetto orale, che fa sì che avere una sigaretta tra le labbra sia associato ad una sensazione piacevole, l’aspetto distruttivo, nell’atto di spegnere una sigaretta. A questi vanno aggiunti i fattori sociali di immagine, per cui fumare e/o fare uso di sostanze stupefacenti vuol dire essere emancipato. L’uomo, prigioniero di costrizioni, un granello di vita che galleggia senza meta nella vastità smisurata dell’Universo, ricerca constantemente la libertà, intesa nelle più ampie voci possibili come possibilità di esternare la verità di cui è convinto, della fede che professa, della facoltà di obbedire alla voce della coscienza che gli indica la retta via da seguire: per questo fa uso di droghe, diventando vittima di un’oppressione che in realtà lo priva della libertà interiore. Non sa di spogliarsi di quella libertà che ricerca, dal momento in cui diventa schiavo della droga. Chuck Palahniuk ha scritto: «Realizzi che la gente fa uso di droghe perché è l’unica vera avventura intima che le rimane nel suo mondo fatto di vincoli temporali, leggi, ordini e limiti della materia. È soltanto con le droghe o con la morte che vediamo qualcosa di nuovo, e la morte è un po’ troppo definitiva».
Ma alla fine a chi importa se l’uomo che fa uso di stupefacenti vuole semplicemente “viaggiare”, o potenziare il proprio rendimento, o stordirsi? Alla base di ciò c’è sempre, sempre, la brutale brama di falsa felicità.

«La droga è la speranza di chi speranza non ne ha più» Jim Morrison

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