Combattiamo all’infinito, combattiamo fino all’ultimo respiro

Titolo: La vita di Pi
Anno: 2012
Regia: Ang Lee
Genere: Drammatico, Avventura

Combattiamo all’infinito, combattiamo senza curarci di quanto ci costa, delle sconfitte che incassiamo , dell’improbabilità del successo. Combattiamo fino all’ultimo respiro. Non è una questione di coraggio. L’incapacità di arrendersi è un dato caratteriale. Forse semplicemente è stupida fame di Vita”

-Yann Martel [ La vita di Pi]

Un ragazzo, una tigre e un viaggio su una zattera durato  227 giorni. Una lotta per la sopravvivenza, un viaggio incredibile e mozzafiato. Un’opera che parla di fede, scienza, sopravvivenza e coraggio, semplice e complessa allo stesso tempo.
La vita di Pi.
Piscine Molitor Patel  è un ragazzo indiano  vivace e  curioso, che vive con i suoi genitori e suo fratello a Pondicherry, una città della parte francese dell’India . Già all’inizio del film viene spiegata l’origine del suo nome assai curioso:  un caro amico del padre, esperto nuotatore e considerato quasi uno zio per il ragazzo, suggerisce il nome della piscina pubblica di Parigi, giudicata la migliore delle piscine nelle quali egli abbia mai nuotato.
In seguito il ragazzo per evitare storpiature del nome, decide di cambiarlo in Pi, e per imprimere meglio il suo nuovo nome nella mente dei compagni comincia a imparare a memoria numerose cifre decimali del π, diventando cosi il ragazzo Pi Greco. La storia è interamente raccontata in prima persona da Pi adulto, verso cui si rivolge uno scrittore in cerca di idee e creatività.
Mi hanno mandato da te perché mi hanno detto che hai una storia da raccontare,

una storia che riguarda Dio”

Ed è così che Pi da inizio ad un grande flashback, nel quale egli racconterà la più grande avventura della sua vita.
Pi sicuramente non era un ragazzo come tutti gli altri.  Cresciuto  insieme a suo fratello come ateo dai suoi genitori, la sua sensibilità e la sua intelligenza lo avevano spinto a interrogarsi a fondo riguardo i misteri della fede, arrivando pian piano a praticare tre religioni contemporaneamente: islamismo, induismo e cristianesimo.  La sua casa, non molto “ convenzionale” era una zoo, di proprietà della famiglia, che ospitava tantissimi animali, tra cui “il pezzo forte” una Tigre del Bengala di nome Richard Parker.
Divenuto Pi adolescente, il padre, a causa delle ristrettezza economiche, decide di intraprendere un viaggio verso il Canada, dove, dopo aver venduto gli animali dello zoo, avrebbe potuto cercare un nuovo lavoro.
Ma non tutto va come dovrebbe andare. Una tempesta:  Potente, spietata, incontrollabile.
Pi riesce a salire su una lancia di salvataggio, ma tutta la scialuppa, la sua famiglia compresa, non riesce a sopravvivere. Ma sulla barca di salvataggio Pi non è solo: infatti insieme a lui ritrova una Iena, una zebra e un orango tango di nome Orange Juice. La iena affamata fa strage della zebra ferita e in seguito dell’orango tango, e proprio sull’atto di avventarsi su Pi, Richard Parker esce fuori dalla coperta della piccola imbarcazione uccidendo la iena, e Pi si butta in mare. Egli passa le sue giornate su una piccola zattera attaccata alla scialuppa dove tenta di mangiare e dormire, e soprattutto cercando di non farsi “ sbranare” da Richard Parker. Ma capisce che la situazione non poteva continuare così: cerca di conquistarsi la fiducia della tigre del Bengala procurandogli da mangiare ( con la pesca) e da bere (raccogliendo acqua piovana) .
Presto giungono in un’isola abitata da suricati. Pi è felice, può nuovamente toccare la terra ferma. I suricati sono con lui amichevole scherzoso.
“ Potrei anche fermarmi qui, alla fin fine”

Ma l’isola nasconde un segreto:  di notte ogni cosa, a causa di qualche strano processo chimico, diventa tossica e i suricati, proprio per questo motivo, sono costretti a rifugiarsi ogni notte sugli alberi.  L’isola diventa simbolo della natura umana: di giorno è in grado di fornire cose buone ( come l’acqua pulita), ma in momenti oscuri può essere capace di cose terribili. Pi chiede allora a Dio quale sarà il suo futuro, ed egli gli fa comprendere di dover accettare la dura realtà : la vita è piena di ostacoli, ha passato brutti momenti, ma bisogna accettarla così com’è e andare avanti, altrimenti Pi si consumerà in quell’isola non riuscendo più a vivere. Sicuramente l’isola sarebbe stata la salvezza e al contempo la fine di Pi se non avesse fortuitamente trovato all’interno di una pianta carnivora un dente umano.
Ricomincia così il viaggio di Pi e di Richard Parker, che si concluderà il 227° di navigazione, quando finalmente arriveranno presso le coste del Messico. A quel punto, le strade di Pi e di R. Parker si separano: Pi  viene salvato da un gruppo di pescatori, e la tigre, silenziosamente così come era arrivata sulla scialuppa, si dilegua… non concedendo a Pi neppure l’ultimo saluto.
Quando verrà chiesto a Pi di raccontare la sua storia, i due giapponesi della compagnia assicuratrice rimarranno increduli
Noi non vogliamo invenzioni. Vogliamo i fatti nudi e crudi”

Ed ecco il colpo di scena: la verita’.
La storia vera, un finale inaspettato pieno di angoscia e significati simbolici, che vi lascerà letteralmente a bocca aperta.

Durante gli ultimi minuti del film Pi rivolge nuovamente i suoi pensieri e le sue parole a Richard Parker,  a quel saluto mai dato e si rivolge così allo scrittore, in un discorso finale, che contiene anche la morale del film :
Che cosa terribile, gli addii frettolosi. Sono una persona che crede nella forma, nell’armonia dell’ordine. Quando è possibile, dovremmo dare alle cose una nuova forma significativa. Per esempio, sareste in grado di raccontare questa mia storia confusa, in cento capitoli esatti, non uno di più o uno di meno? Se c’è una cosa che odio del mio soprannome è quella cifra che non finisce mai. Nella vita è importante che ogni cosa abbia una giusta conclusione. Solo così si trova la pace”
Un film che davvero cambia la vita, forse non immediatamente comprensibile. Ang Lee è riuscito sicuramente a creare uno dei più sottili capolavori della storia del cinema . Un film ambizioso, grandioso, spirituale e sontuosamente tecnologico  che è riuscito a guadagnarsi in maniera più che meritata 4 oscar.

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